{"id":332,"date":"2014-12-23T09:00:13","date_gmt":"2014-12-23T09:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cagliarimeteo.it\/?p=332"},"modified":"2014-12-23T06:42:37","modified_gmt":"2014-12-23T06:42:37","slug":"i-mali-dellinverno-20142015-ecco-perche-gli-episodi-di-freddo-organizzati-tarderanno-ad-arrivare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cagliarimeteo.it\/?p=332","title":{"rendered":"I mali dell\u2019inverno 2014\/2015, ecco perch\u00e8 gli episodi di freddo organizzati tarderanno ad arrivare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cagliarimeteo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/079-300x231.gif\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-333\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.cagliarimeteo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/079-300x231-300x231.gif?resize=300%2C231\" alt=\"079-300x231\" width=\"300\" height=\"231\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le ultime emissioni dei principali centri di calcolo internazionali cominciano a fiutare prospettive di freddo e nevicate a bassa quota per gli ultimi giorni del 2014, proprio dopo la giornata di Santo Stefano. Malgrado la tendenza, ormai ridossata alla media scadenza, ancora sussistono parecchie incertezze sul quadro configurativo che dovrebbe accompagnare l\u2019avvezione fredda, di origini polari marittime (e non artiche) fino al bacino centrale del mar Mediterraneo. Nel frattempo per\u00f2 l\u2019assetto della circolazione generale emisferica continua a rimanere invariato, presentando elevate velocit\u00e0 zonali sopra i 50\u00b0 di latitudine nord, con ulteriori accelerazioni del flusso perturbato principale, fra l\u2019Atlantico settentrionale e la Scandinavia. <!--more-->Questo tipo di assetto delle circolazione atmosferica, purtroppo, continuer\u00e0 ad inibire l\u2019affondo di consistenti ondate di freddo verso le latitudini mediterranee. Senza un cambio di pattern atmosferico il freddo continuer\u00e0 a faticare per raggiungere le basse latitudini, in seno a configurazioni di blocco capaci di \u201cmeridianizzare\u201d la circolazione a tutte le quote della troposfera.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.meteoweb.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/plot002_f60.gif\" rel=\"lightbox[365716]\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-365718\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.meteoweb.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/plot002_f60-300x300.gif?resize=300%2C300\" alt=\"plot002_f60\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a>Analizzando le mappe che riproducono la superficie isobarica alle quote di 500 hpa, 300 hpa e 250 hpa, si osserva un vortice polare, che seppure parzialmente disturbato alle quote inferiori della troposfera, si mantiene piuttosto solido in quota sopra la regione artica, con marcati nuclei di vorticit\u00e0 positivi, presentando il tipico assetto bipolare, frazionato in due grandi<strong>\u201clobi\u201d<\/strong> colmi di aria gelida di origine artica posizionati, rispettivamente, fra l\u2019arcipelago Artico canadese e le coste artiche della Siberia centrale. Un vortice polare cos\u00ec strutturato, con elevati valori di vorticit\u00e0 positiva in quota, di solito mantiene l\u2019aria molto fredda, di origine artica, a ridosso del mar Glaciale Artico, favorendo un continuo raffreddamento di tutta la zona artica e delle regioni polari e sub-polari (sopra i 60\u00b0 nord di latitudine), dove le temperature scivolano abbondantemente sotto la soglia dei<strong>+0\u00b0C<\/strong>, arrivando a toccare valori di <strong>-20\u00b0C -30\u00b0C<\/strong> a bassa quota. Le aree pi\u00f9 fredde, al momento, sono quelle a nord della costa groenlandese, e le lande della Siberia orientale, dove si registrano temperature davvero glaciali, sotto i <strong>-50\u00b0C -52\u00b0C<\/strong> nel nord della Jacuzia (peraltro nel periodo del minimo termico annuo che nelle terre emerse dell\u2019Eurasia si raggiunge proprio nell\u2019ultima decade di Dicembre). Tale raffreddamento dell\u2019Artico, in particolare nel settore orientale siberiano, a sua volta, tende a rafforzare il <strong>\u201cgradiente di geopotenziale\u201d<\/strong> ed il <strong>\u201cgradiente termico\u201d<\/strong> fra le latitudini artiche e quelle temperate, producendo una notevole accelerata del flusso zonale fra le medie ed alte latitudini, fra Asia orientale, nord Pacifico, nord America, Europa e Asia centro-settentrionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.meteoweb.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/plot009_f782.gif\" rel=\"lightbox[365716]\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-365717\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.meteoweb.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/plot009_f782-300x300.gif?resize=300%2C300\" alt=\"Si notano i possenti &quot;Jet Streaks&quot; rovina avvezioni fredde fra l'Asia orientale, il nord Pacifico e gli States\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il forte <strong>\u201cgradiente di geopotenziale\u201d<\/strong> che si viene a realizzare tende a rinforzare notevolmente il ramo principale del <strong>\u201cgetto polare\u201d<\/strong> che si dipana per l\u2019intero emisfero (attorno i 50\u00b0 nord), con potenti <strong>\u201cJet Streaks\u201d<\/strong>(massimi di velocit\u00e0 del <strong>\u201cgetto\u201d<\/strong> in quota), fra l\u2019estremo oriente russo, gli States, il nord Atlantico e l\u2019Europa, che taglieranno le spinte meridiane degli anticicloni oceanici, presenti fra il Pacifico settentrionale e il nord Atlantico. Inoltre, negli ultimi giorni del 2014 si assister\u00e0 ad un nuovo approfondimento dell\u2019anomalia negativa di geopotenziale in quota sull\u2019area canadese, che oltre a favorire l\u2019affondo di significative ondate di freddo fra il Canada centro-orientale e il nord-est degli USA, dove torner\u00e0 a nevicare in modo anche intenso fino a quote pianeggianti, produrr\u00e0 un inevitabile rinvigorimento del flusso zonale sull\u2019Atlantico settentrionale, con la conseguente rigenerazione di nuovi forti <strong>\u201cJet Streaks\u201d<\/strong> che dal nord-est degli States e dal Canada orientale si propagheranno fino alle porte dell\u2019Europa, con velocit\u00e0 ragguardevoli nell\u2019alta troposfera (punte di oltre <strong>300 km\/h<\/strong> sopra i 9000 metri). La presenza di un <strong>\u201cgetto polare\u201d<\/strong> piuttosto intenso, alla quota di 250 hpa, impedir\u00e0 la costruzione di ampi flussi meridiani, inibendo in tal modo l\u2019afflusso verso latitudini pi\u00f9 meridionali delle masse d\u2019aria, molto fredde e pesanti, presenti sopra il mar Glaciale Artico, e la stazionariet\u00e0 di congeniali configurazioni bariche. Quest\u2019ultime permarranno in loco, colmando la struttura del vortice polare troposferico che presenter\u00e0 una buona forma in sede polare, almeno fino all\u2019inizio del 2015. Inoltre, con questi indici zonali cosi accentuati, anche le saccature di origine artica che si dipaneranno dai due <strong>\u201clobi\u201d <\/strong>(durante le fasi di <strong>\u201cStretching\u201d<\/strong>) del vortice polare troposferico presenteranno un carattere mobile elevato che impedir\u00e0 alle masse d\u2019aria fredde, sia artiche che polari, di poter raggiungere le latitudini pi\u00f9 meridionali, mantenendo il carattere freddo originario.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.meteoweb.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/plot001_f96.gif\" rel=\"lightbox[365716]\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-365720\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.meteoweb.eu\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/plot001_f96-300x300.gif?resize=300%2C300\" alt=\"plot001_f96\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a>L\u2019unica differenza, rispetto lo scorso inverno, riguarda il significativo raffreddamento del comparto siberiano centrale, dove si consolider\u00e0 l\u2019attivit\u00e0 ciclonica a carattere freddo, legata ad un abbassamento di latitudine del <strong>\u201clobo siberiano\u201d<\/strong> del vortice polare che si posizioner\u00e0 sulla Siberia centro-occidentale, sotto forma di un profondo e vasto ciclone extratropicale alimentato da masse d\u2019aria molto fredde a tutte le quote, e da minimi di geopotenziale molto bassi in quota. Questa profonda figura ciclonica polare, scivolando di latitudine col proprio asse principale disposto verso gli Urali e la Russia europea, nel corso della stagione invernale, specie fra Gennaio e Febbraio, potrebbe dare luogo ad intense ondate di freddo sulle pianure Sarmatiche che potrebbero essere accompagnate anche da una moderata componente \u201cretrograda\u201d (specie se il <strong>\u201clobo siberiano\u201d<\/strong> mantenendo un posizionamento pi\u00f9 occidentale entra in fase con l\u2019anticiclone delle Azzorre) in grado di spingere parte di quest\u2019aria molto fredda, di matrice continentale, verso la Russia, la Scandinavia e l\u2019Europa centro-orientale, con l\u2019arrivo di nevicate fino a quote pianeggianti. In questo caso l\u2019Italia trovandosi lungo il confine fra la fredda circolazione di origini continentali e quella pi\u00f9 mite e umida di matrice atlantica, potrebbe essere interessata da ciclogenesi a carattere freddo, localizzate proprio nel cuore del Mediterraneo, che causeranno ondate di maltempo dalle caratteristiche invernali, con nevicate a bassa quota sui rilievi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di: Daniele Ingemi<\/p>\n<p>da: www.meteoweb.eu<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ultime emissioni dei principali centri di calcolo internazionali cominciano a fiutare prospettive di freddo e nevicate a bassa quota per gli ultimi giorni del 2014, proprio dopo la giornata di Santo Stefano. 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